Da Taranto alla Disney. Nicola Sammarco ci ha raccontato la sua storia e la sua arte: il disegno.

Nicola Sammarco è un ragazzo di 27 anni e viene da Taranto. La sua età e le sue origini hanno un ruolo fondamentale nella sua storia. Una storia che parte dalla Puglia e arriva alla Disney.

di Cecilia Graziosi

Nicola è un talento made in Italy e made in Puglia, che ha lottato e continua a lottare per proteggere il suo talento, ma soprattutto perché le sue capacità e la sua arte possano servire ad aiutare chi come lui ha la predisposizione, ma purtroppo non la disponibilità economica.

La storia di Nicola parte da Taranto, in particolare da Taranto vecchia: una città difficile, incompresa e troppo spesso mal descritta.

Nicola è nato con il dono di saper disegnare. È un grande disegnatore, un artista nel campo del cartone animato e della graphic novel. Il padre è stato pittore per passione, da lui Nicola ha appreso l’arte del disegno. Nicola ha iniziato i suoi studi presso il Liceo Artistico Lisippo di Taranto e ha fatto parte del collettivo Regno delle Arti, dove ha iniziato ad avvicinarsi al fumetto, per poi dar vita all’associazione culturale Labo Fumetto, dove ad oggi Nicola è docente di disegno e fumetto. Ha proseguito i suoi studi presso la Nemo NT accademia delle arti digitali di Firenze, specializzandosi nel campo dell’animazione. In seguito è stato assunto alla Walt Disney Company Italia dove ha iniziato a lavorare in qualità di layout artist su alcuni magazine della casa. Privatamente ha sviluppato l’idea della storia fantasy Cerva, con l’intenzione di realizzarne un cortometraggio e ne ha creato lo storyboard stampato, che ha presentato con successo al Lucca Comics & Games. In seguito ha collaborato come layout artist, designer, illustratore e storyboard artist free lance con realtà nazionali e internazionali e nel 2016 ha creato i layout per l’adattamento ufficiale a fumetti di Alla ricerca di Dory, l’ultimo successo Pixar. Poi lo storyboard per Il Grinch, il film animato della Illumination Entertainment, uscito nel 2017. Ha lavorato anche per Universal Studios e Netflix. Gestisce su tumblr “Art of Nicola Sammarco” e la pagina Facebook “Art of Nicola Sammarco”.

Ho avuto la possibilità di chiacchierare con lui del suo percorso, dei suoi successi e soprattutto delle sue aspirazioni future e di cosa significhi Taranto nella sua storia, ecco la sua intervista.

Ciao Nicola, com’è nata la tua arte?

La passione nasce da mio padre, che purtroppo oggi è diventato ipovedente. Ora, infatti, disegno anche con i suoi occhi. Lui mi ha trasmesso questo dono, da piccolo mi faceva disegnare dinosauri. Ma la vena artistica della mia famiglia è sempre stata forte, soprattutto nella persona di mio nonno, uno degli ultimi nassari di Taranto.

Hai incontrato molte difficoltà nel portare avanti il tuo sogno?

Noi eravamo una famiglia di 5 persone e mantenerci tutti era davvero difficile: i miei genitori hanno dovuto fare molti sacrifici.

Quando hai capito che disegnare era la tua passione?

Durante le scuole medie è avvenuta l’esplosione artistica che ha direzionato tutte le mie energie e forze sul disegno. In quegli anni ho capito quello che sarebbe stato il mio futuro. Ed è in questo periodo che ho iniziato ad approcciarmi al fumetto e insieme ad alcuni amici ho dato vita all’associazione culturale Labo Fumetto.

Poi?

Poi mi sono iscritto alla Nemo Academy di Firenze. I costi erano alti, ma anche qui la mia famiglia è arrivata in soccorso, grazie al denaro che mia madre aveva da parte e di cui non sapevo niente. Naturalmente ho dovuto fare economia, ma sono riuscito comunque a farmi notare e il secondo anno mi è stato pagato dall’Accademia con una borsa di studio. Però, nonostante l’aiuto dei miei genitori e la borsa di studio, purtroppo proprio durante il secondo anno ho dovuto lasciare la scuola: il costo della vita lontano da casa era diventato troppo alto e mio padre iniziava a non stare bene. Sono quindi tornato a Taranto, ma ho continuato a disegnare, da solo, come autodidatta. Anche 10-15 ore al giorno: non c’erano sabati, distrazioni o altri interessi. Firenze aveva dato un nome al mio sogno: lavorare alla Disney.

E ci sei riuscito! Com’è successo?

Ho conosciuto Fabio Pochet, che lavora tuttora alla Disney e che mi ha messo in contatto con il direttore, Roberto Santillo, a cui ho mandato qualche mio lavoro: lui mi ha risposto facendomi i complimenti, ma dicendo anche che purtroppo non c’era lavoro. Per me era stato stupendo solo ricevere una sua risposta. Ma la cosa più incredibile è avvenuta pochi giorni dopo, quando sono stato contattato dalla Disney per una proposta di lavoro: occuparmi del layout del magazine Trilly.

Da lì sono iniziati una serie di lavori per la Disney di altissimo livello che ti hanno portato ad una crescita professionale straordinaria.

Graphic novel di Alla ricerca di Dory

Dopo Trilly, che è stata un’ottima palestra per iniziare, sono passato a Whisker Haven, dove ho curato per primo il layout della serie a fumetti. La mia figura professionale piano piano si è andata delineando fino al ruolo di story artist. Tra il 2014 e il 2015 ho lavorato per la graphic novel di Alla ricerca di Dory, sempre come layout artist. Non è stato facile, ci sono stati momenti difficili in cui ho temuto di non farcela. Ma ho stretto i denti e ho portato a termine il lavoro.

Ma non è finita qui, giusto?

Assolutamente no. Nel 2016 sono stato contattato dalla Universal Studios, per via di una storia che avevo messo su Facebook che aveva raggiunto più di centomila visualizzazioni: mi hanno chiesto di lavorare come story artist per Il Grinch. E da lì Netflix con Klaus, per cui mi sono trasferito a Madrid. E poi altri numerosi lavori e illustrazioni ma a un certo punto ho deciso di fermarmi. Sono voluto tornare a casa, a Taranto.

Perché hai deciso di tornare e, soprattutto, di restare a Taranto?

Il primo motivo è il più ancestrale: la mia famiglia, i miei amici, la mia città che amo follemente, e, soprattutto Nunzia, la mia ragazza. Il secondo motivo è il desiderio di restituire qualcosa agli altri. Nel centro storico di Taranto il mio lavoro passa in secondo piano, perché il vero motore che mi spinge a restare e a rimboccarmi le maniche per gli altri è ciò che l’Oratorio San Giuseppe-Taranto riesce a fare, grazie alla grande creatività e tenacia di don Emanuele Ferro e dei suoi collaboratori, come Elena Modio. Non è una questione di religione o fede, si tratta di idee e di persone che con i loro sacrifici non solo sono fonte di ispirazione per gli altri ma riescono realmente a migliorare la qualità della vita del nostro centro storico. Il terzo motivo è quello più strettamente legato alla mia arte ed è il progetto del primo studio di produzione d’animazione a Taranto: Nasse Animation Studio… “nasse” come le nasse che da sempre accompagnano me e la mia famiglia: le nasse che pescano idee! Con il mio studio sto per iniziare la produzione della prima serie animata totalmente ecologica al mondo, Nicopò.

Aspetta Nicola. Sei un fiume in piena che travolge chi ti ascolta. Raccontami meglio questo progetto.

Nasse Animation Studio è uno studio di animazione che nasce a Taranto per Taranto, dove si offrono corsi gratuiti per i talenti, per coloro che hanno una predisposizione verso questo tipo di arte ma non possono permettersi le scuole adatte.

Da Nasse Animation Studio, poi, nasce Nicopò, una produzione che aprirà un settore totalmente nuovo qui in Puglia, oltre alle tante sfaccettature che sono legate a questo progetto: abbiamo lavorato per un anno alla ricerca di fondi e, finalmente, entreremo in produzione. Sembrava impossibile, ma dopotutto anche lavorare alla Disney sembrava esserlo, eppure ci sono riuscito.

Nicopò è un cartoon dove i bambini non pescano pesci ma plastica: è una storia che racconta un problema globale che sta colpendo tutti noi. Nicopò è la prima serie animata totalmente ecologica al mondo. Una storia che non si limiterà a raccontare ma che produrrà un indotto biodegradabile con prodotti made in Italy e plastic free. Una storia che avrà un indotto reale, con un’industria 100% green e attività sociali per le scuole. Abbiamo appena ottenuto il finanziamento per la pre-produzione della serie animata, quindi finalmente partiamo! Il cartoon verrà presentato il prossimo autunno a Toulouse e Hollywood.

Certamente non è un addio alla mia carriera, anzi, reputo questo passo necessario: sono abituato da sempre a seguire la mia testa che in questo momento chiede indipendenza! Ancora una volta devo ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato in questi anni, la strada è ancora lunga ma sicuramente è la parte migliore del viaggio.

Quella di Nicola è una storia verace, ricca e ancora in gran parte da scrivere. È un esempio bello, pulito e stimolante. Una boccata di freschezza, gioventù, tenacia e voglia di farcela. Il suo percorso personale e artistico: lo studio da autodidatta, la tenacia, il coraggio di rischiare e la voglia di farcela. La Disney. L’oratorio San Giuseppe di Taranto che ha un ruolo importante per la riqualificazione del territorio e per il rilancio dell’economia di Taranto, ma che ha anche un valore come esempio di realtà virtuosa in contesti diversamente abbandonati a se stessi. La Nasse Animation Studio e la serie animata Nicopò.

Nicola, tu in realtà ce l’hai già fatta: per te, per la tua famiglia, per la tua fidanzata, per Taranto, per tutti noi. Ma continua: non fermarti, noi ci siamo e ti sosterremo.

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