Modi per ridurre il CO2 e dove trovarli

Energie rinnovabili e Data Science sono la chiave per gestire la riduzione delle emissioni di CO2 a tutti i livelli: produzione industriale, sviluppo urbano e gestione diretta di alcuni elementi ambientali

di Marco Lagna

Nonostante il disimpegno di alcuni Stati e grazie all’impegno di altri, oggi è necessario  ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera in maniera drastica e nell’immediato futuro. Ma qual è il quadro generale e cosa si dovrebbe fare?

Sfruttare al massimo le fonti di energia rinnovabile

Le energie rinnovabili – il solare e l’eolico – stanno superando le aspettative iniziali, crescendo nel loro impiego a velocità sostenutissima. Complice l’abbattimento dei costi – si stima una loro ulteriore riduzione sino al 30% entro il 2024 – nei prossimi cinque anni l’utilizzo delle rinnovabili aumenterà del 50%, anche grazie agli ingenti investimenti di Paesi affamati di energia coma la Cina.

In particolare, proprio un massiccio impiego di pannelli fotovoltaici, soprattutto a livello industriale, costituirà sempre di più una valida alternativa all’utilizzo dei combustibili fossili, rendendo le rinnovabili il 30% delle fonti di energia utilizzate globalmente entro il 2030.

Secondo l’International Energy Agency, la capacità globale di energia solare crescerà di circa 600 GW nei prossimi 5 anni

Gestire le emissioni urbane con IoT e Data science, verso le “città intelligenti”

Oltre al piano industriale, bisognerà muoversi in senso ecosostenibile nell’orizzonte delle grandi città, destinate ad accogliere i due terzi della popolazione umana entro il 2050.

Il futuro è delle Smart City, vale a dire di quelle città, tipicamente molto grandi, che impostano strategie di sviluppo urbano “intelligente”, cioè ecosostenibile e vicino al cittadino. Ciò è possibile tramite l’utilizzo diffuso del cosiddetto Internet delle cose (Internet of Things, IoT) e della Data Science, due facce della presenza ormai onnipervasiva di forme di Intelligenza Artificiale nella nostra vita quotidiana (si pensi agli smartphone, ai personal assistant come Cortana ecc.).

Il Bosco Verticale, realizzato a Milano nel 2014 e a firma di Stefano Boeri, è un esempio di architettura ecosostenibile già sperimentata in alcune città

Se l’IoT fornisce dati pedissequi in ogni settore dei consumi e del vivere sociale, la Data Science ne permette il calcolo e quindi l’utilizzo per ricavare delle panoramiche e delle previsioni molto accurate di macrofenomeni come lo sviluppo demografico, i consumi e i trasporti. Sarà fondamentale nell’immediato futuro, infatti, saper gestire la crescita del tessuto urbano rispetto ai rischi dovuti al cambiamento climatico in corso (come gli allagamenti delle aree costiere e l’aumento costante delle temperature) e riuscire a ridurre in maniera drastica le emissioni di C02, di cui al momento tutte le grandi aree urbane nel mondo sono tra le principali responsabili.

Ma nel frattempo: immagazzinare il carbonio

In ogni caso, è di estrema utilità eliminare fisicamente il carbonio già presente nell’atmosfera, immagazzinandolo in varie forme o riutilizzandolo come carburante come viene già fatto nella centrale geotermica di Hellisheiði, in Islanda.  

La centrale geotermica di Hellisheiði, utilizzata per stoccare nel sottosuolo grandi quantità di carbonio sotto forma di gas

Uno dei metodi più suggestivi è probabilmente quello suggerito in uno studio molto criticato sulla riforestazione massiva delle terre emerse: si calcola il bisogno di piantare circa 1.000 (mille!) miliardi di alberi che, crescendo, “imprigionerebbero” circa 200 miliardi di tonnellate di carbonio.

Sebbene quest’ultima, in particolare, non sia una soluzione, da un lato è indicativa della scala del problema, ma dall’altro costituisce per molti un valido aiuto ad allontanare per quanto possibile la data effettiva dell’apocalisse climatica, migliorando e mettendo in atto tutte le possibili strategie per prevenirla.

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