Imparare dal Sud

di Caterina Conserva

Il TAR calabrese ha annullato l’espulsione di Riace dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), vanificando il provvedimento del Viminale che lo scorso ottobre aveva, di fatto, annientato il cosiddetto “modello Riace”, portato avanti dal sindaco Mimmo Lucano dal 2004, ma partito addirittura nel 1998 (anno del primo sbarco sulle coste di Riace). Infondato. Secondo i giudici il provvedimento pecca di errori procedurali poiché le motivazioni alla base della revoca dei contributi non risultano né chiare né fornite per tempo. Inoltre un mese e mezzo prima di avviare la procedura di revoca, lo stesso ministero aveva autorizzato una proroga di quegli stessi contributi, aspetto che per i giudici amministrativi costituisce fattispecie totalmente contraddittoria.

Da Riace c’è comunque da imparare, tanto. Nonostante il modello sia fallito con triste epilogo, dopo aver accolto nel corso del tempo oltre 6000 richiedenti asilo, oggi ne sono rimasti circa una settantina, ma quanto è stato fatto è oggetto di ammirazione e studio non solo in Italia, ma definito “modello criminale” dal nostro ministro dell’interno. Mimmo Lucano, ancora imputato per abuso d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, commenta che “resta l’amarezza”, e in effetti questa giustizia non ha il potere di restituire quello che è stato tolto, un luogo dove i migranti venivano accolti anziché respinti e dove si sono realmente integrati, anziché ghettizzarsi o venire ghettizzati. E soprattutto risolvere il problema degli sbarchi ha determinato la gestione di un altro grande problema che aleggia su molte realtà del sud Italia: lo spopolamento delle città.

Chissà se il vicepremier farà ricorso al Consiglio di Stato, probabilmente sì e dopo il 26 maggio, quando avrà finito il suo tour in giro per l’Italia e il destino politico europeo e italiano sarà compiuto. Aggrappato ora a un rosario ora a un cagnolino, dopo aver passato la serata di ieri a farsi deridere dai tantissimi baresi travestiti da Zorro, con striscioni ironici sulle note di Bella Ciao, il tronfio ministro ha riscoperto la propria indole animalista. Sarà contenta la Brambilla. A Bari ieri sera per il comizio dalla piazza semivuota e stamattina per qualche selfie al canile, per lanciare il suo nuovo appello contro i maltrattamenti sugli animali (e promettendo 220 mila euro alla buona gestione del canile). Vorrebbe ricordare Silvio ’17, ma persino il Cavaliere fa sapere a tutti – ospite da Mentana – che si dissocia da ogni gesto del suo ex.

Fatto sta che in Puglia è andata così così, nonostante qualche fan (attenzione, non elettore) che sicuramente lo voterà, negli ultimi due giorni un certo Sud ha mostrato il proprio volto, ironicamente mascherato da Zorro.

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